Lo shopping compulsivo - ne soffre il 5 % della popolazione

Da qualche giorno è iniziata la ricerca delle occasioni, degli affari, e questo grazie all’avvio dei saldi invernali.
Si assiste a code davanti alle vetrine delle più importanti firme, ci si incolonna per ore in autostrada, in corrispondenza delle uscite che portano agli outlett (vere e proprie cittadine fatte di negozi e vetrine delle marche di tendenza), persino a furti di pellicce, forse grazie alla moltitudine di individui che affollano i negozi e che abbassano i livelli di guardia.
Ma dietro questo entusiasmo ci sono anche atteggiamenti poco adattivi, patologici, compulsivi. Mi riferisco al fenomeno dello shopping compulsivo, ovvero quel fenomeno per cui si è spinti a comprare oggetti dello stesso tipo in grandi quantità; sotto vi sono bassi livelli di autostima o senso di inadeguatezza che spingono a ricercare nell’acquisto sfrenato gratificazioni. Gli acquisti sono solitamente preceduti da ansia ed eccitazione, per lasciare spazio, subito dopo, ad un profondo senso di depressione. Inoltre colpisce ogni fascia sociale, costituendo grave danneggiamento poi conseguentemente per l’economia famigliare ed per i rapporti affettivi.
Il disturbo colpisce in particolar modo il sesso femminile (75 %) di età compresa tra i trenta ed i quaranta anni; tuttavia ne è vittima anche il sesso maschile con una percentuale minore (25 %) ma in crescita. Complessivamente nella popolazione italiana il fenomeno è presente in circa il 5 %.
Uscirne è possibile; si possono prevedere differenti interventi che vanno dalla psicoterapia, all’uso di farmaci, alla psicoeducazione.
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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