Isolamento ed evitamento anche in rete: nuovi fronti del bullismo indiretto

Parlare direttamente con un gruppo di adolescenti è sicuramente il modo più forte e diretto di conoscere un fenomeno in continua espansione come il cyber-bullismo, ovvero forme dirette ed indirette di offesa via web, nella rete.
In certi casi, le azioni offensive possono infatti essere perpetrate anche senza l’uso delle parole o del contatto fisico, beffeggiando qualcuno, con smorfie o gesti sconci, escludendo intenzionalmente dal gruppo o rifiutando di esaudire i suoi desideri.
Una delle sue forme e manifestazioni più comuni consiste nell’evitare le vittime negli spazi di socializzazione e comunicazione virtuale, come chat, posta elettronica, forum, sms… La vittima che cerca di mettersi in contatto con questi soggetti, a volte sono compagni di classe o di istututo o comunque soggetti conosciuti, viene "bloccata" ovvero impossibilitata ad inviare loro messaggi, o ad utilizzare gli indirizzi inseriti, forse senza consenso, all’interno della propria lista contatti.
Insomma si tratta di una vera e propria forma di isolamento virtuale, di emarginazione. Spesso le vittime sono soggetti che mostrano debolezza e scarsa approvazione anche tra i banchi di scuola e tra i pari, che tentano di avvicinare i coetanei attraverso la rete, con l’idea di sentirsi protetti e meno esposti.
Invece i margini di delusione sono ancora più alti, con doppio rifiuto nel reale e nel virtuale. Ecco allora che non trovano risposta all’invio di sms, che vengono rifiutate le loro telefonate, che diventa impossibile scambiare due parole in chat o peggio direttamente con un utente…
Le conseguenze sono serie :
- Scarsa autostima
- Poca fiducia nelle proprie capacità
- Difficoltà a sentirsi accettati dagli altri, convincendosi di essere incapaci di concludere qualcosa di positivo
- Timidezza, ansietà e chiusura
- Depressione
- Paura di andare a scuola
- Uscita dal sistema formativo
» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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Il bullismo è un fenomeno che ormai sembra stia dilagando forse perchè ci giungono solo ora le immagini riprese in contesti soprattutto scolastici. Credo comunque che dobbiamo pagare lo scotto per un periodo di “benessere” materiale in cui tutto e forse più di tutto è documentato e messo facilmente in circolazione. Cosa dire dell’ultima “bravata” in cui un crocefisso viene vilipeso. Ragazzi ripresi dalla fotocamera che si accaniscono sull’immagine di un Cristo, e tutto questo in un contesto scolastico. Tutto ciò che oltrepassa i confini della legalità e della morale viene accuratamente documentato. La preoccupazione che sorge è quella che nell’era mediatica questi comportamenti siano un “esempio” e possano trovare emuli sprovveduti che si identificano in ragazzi aggressivi e prevaricatori
Laura Alberico, July 5th, 2007