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04. Jan '07    postato in Fatti di cronaca

Milano, insultato e picchiato da 4 compagni - bullismo contro ragazzo adottato

Tratto dal Corriere

Bullismo in un istituto tecnico. Il ragazzo, adottato da italiani: mi prendevano a calci, poi tutti ridevano
 
«Ti sto facendo male, Chernobyl?» Studente ucraino aggredito a scuola
Milano, insultato e picchiato da 4 compagni. Un testimone: c’ è il video
      
MILANO - Lo circondano in quattro. «Dai Chernobyl, difenditi». Primo colpo in piena faccia. «Inquadratura perfetta», ridacchia un complice che filma la scena con il cellulare. Poi sono schiaffi e calci. La vittima scoppia a piangere, cade a terra. «Ti fa male, Chernobyl?». Lo chiamano così, «Chernobyl», perché è un ragazzino di origine ucraina, adottato. Lo perseguitano da mesi. Stavolta hanno deciso di fargli male, quattro contro uno, compagni di scuola, in un istituto tecnico di Milano. Era il 21 dicembre, penultimo giorno di lezione prima delle vacanze di Natale. Torna il bullismo. Tornano i video delle violenze in classe, le immagini di ragazzi che perseguitano i più deboli, degli spettatori silenziosi che non reagiscono. Come a Torino, lo scorso novembre, vittima un ragazzo disabile. Come a Milano, pochi giorni fa. C’ era un clima di festa, quel giovedì mattina a scuola. Nessun adulto aveva notato l’ inferno che si stava scatenando nella prima superiore. Solita routine fino alla richiesta di aiuto di Luca (nome di fantasia). Poi la chiamata alla polizia, la caccia ai bulli, i sospetti. Telefonini sequestrati, per cercare tra i tasti la prova della violenza. Troppo tardi: nessuna traccia del filmato. «Forse l’ hanno cancellato quando si sono accorti del pericolo», dice un professore. «Ma - racconta un testimone - in questura sono riusciti a recuperarlo». Quello che resta, indelebile, è il trauma del giovane aggredito, subito trasportato al pronto soccorso dell’ ospedale San Raffaele. La terapia consigliata dai medici: «antidolorifici e supporto psicologico». La famiglia di Luca ha sporto denuncia «per ingiurie e percosse». Quindi, davanti ai poliziotti, il quattordicenne ha raccontato la sua verità: «Mi chiamano Chernobyl, mi danno del gay. È da due mesi che mi perseguitano. Anche a novembre sono stato picchiato, sempre dalla stessa persona. Mentre mi prendeva a calci, un altro chiedeva: "Hai qualcosa da dire a tua discolpa?". E giù tutti a ridere». I genitori di Luca hanno scritto una lettera alla scuola «per evitare che le vacanze smorzino i toni della vicenda e che i colpevoli non siano puniti». Non sarà così. Lo promette il vicepreside: al rientro, il consiglio di classe stabilirà quali sanzioni disciplinari infliggere (la pena massima prevista è 15 giorni di sospensione). «Ma bisogna indagare con attenzione - precisa il professore - perché non è ancora chiaro il ruolo dei quattro. Non abbiamo intenzione di fare sconti». Ai primi di gennaio, a scuola, si cercherà di definire responsabilità e omissioni (dell’ insegnante che avrebbe dovuto vigilare durante l’ intervallo, orario in cui è avvenuta la violenza). Continua anche l’ inchiesta della polizia: pare che due dei quattro bulli si siano pentiti. Per gli altri due, aggressore e «regista», il percorso di «redenzione» sarà più lungo. Anche Luca dovrà ritrovare la fiducia in se stesso. Mentre lo picchiavano, uno dei suoi persecutori teneva accesa la suoneria del cellulare. Trasmetteva la musica del film «Profondo rosso»

» Postato da dott.ssa Nicoletta Iurilli
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