11/4/2001
E’ triste accorgersi
di essere soli
e’ triste accorgersene
in un pomeriggio
uggioso di mercoledi’.
E’ triste accorgersi
di essere soli
e’ triste accorgersene
in un pomeriggio
uggioso di mercoledi’.
Nascono gli agrumi
bagnati di pioggia
primaverile
oltre tanto timore
anime vuote
infelici, oltraggiate.
Dove andiamo?
Vedi infelice demone
l’eden?
Coperta di piume
Come luce celeste.
Bramo l’eden, Dionisio ed il vino
Bagnata di sole…
E’spaventoso guardare il cielo
buio trafitto dai lampi
un sapore sinistro
invade il cuore
la paura di chi osserva
la natura infuriata.
Sola, bagnata,
persa nel buio notturno,
trafitta dalla gola dei tuoni,
sperduta nel timore.
Padre infelice
eroe ripudiato
offeso.
Muoiono i ricordi
invocandoti amica mia.
Noncurante,
invasata,
come ombra lucente,
evasa, tagliente,
timida ancella.
Fuoco.
Rilucente
angelo
nomade,
compagno
oscuro.
Madre,
amante.
Rosa
ingorda
d’amore
morte
amica strisciante
silenziosa intima madre
invochi l’innocente
ambita novizia.
oscura.
Dove nasce il pensiero?
Dove nasce il sogno, il desiderio?
Sul tuo corpo smaliziato
Mio dolce amante notturno.
Il gioco, la malizia, l’intrigo…
Una notte di sogni e desiderio…
Giovane amante
ti nutri di sogni e nettare
e muori sul mio corpo
fecondo e barocco.
Gia’ dormi?
Non senti il mio
pensiero
che ti chiama?
Parlami
notte di luna,
svegliami
e distoglimi
dai pensieri
notturni.
Un cuore
giovane
vive in me,
pieno di
desiderio.
Nasce il sole
in seno alla
grande madre…
dove danzano
le anime
e muoiono
i sogni.
Mentre dormi adagiato
tra soffici piume
forse gioisci
mentre sogni di perderti
tra i mille giochi
dei miei capelli…
forse la forma del corpo
condiziona l’amore?
Chiedo al sole
di aprire gli occhi
al mio desiderio
e alla luna
di farlo adagiare
sul mio seno
Il movimento delle nuvole
spinte dal vento
inseguite dai sogni…
sento il fuoco
nascere dai tuoi visceri,
sento la bramosia
ghiotta di ambrosia.
Luci soffuse
anime sospese
da tenui respiri
e poi d’un tratto
travolte da Eros
in una notte
di provincia.
Tremano le foglie
all’invasione
notturna del vento…
rapidi gli occhi
nel buio
alla ricerca
del fantasma notturno.
Forti e veloci
i battiti del cuore.
A mio padre
Vita solitaria di un cane rabbioso
In fuga dalle proprie paure.
Socchiusa la porta
nella speranza
di un cacciatore.
Io preda.
Prendimi con forza
nel tremore notturno…
Le lenzuola fredde
mal si adattano
ad accogliermi…
Il fiato veloce
a mala pena
mi scalda le mani.
Senti ed accogli
i miei piedi freddi
fra i tuoi…
Tutto darei
per sentirmi mio
ogni notte.
Gioco con il mio corpo
davanti allo specchio.
Ti aspetto nuda
sul soffice letto.
Divorarti il corpo
In ogni sua parte.
Golosa di amarti,
vorace, affamata.
Pochi sono i giorni del silenzio.
Ma un sottile eco tuona dal buio…
Una voce invoca il tuo nome,
e trafitta di rancore cessa a tratti
il canto della disperazione.
Niente piu’.
Ho smesso di desiderarti
in un giorno d triste
vento primaverile.
Non posso piu’ gioire
delle tue parole.
Vento vigliacco
cosa canti
tra le foglie rosse
Bruciate dal sole?
Non portare
la triste novella
ai margini
del ridente fosso,
non e’ tempo
di pioggia. Ancora.
Sposami e donami un figlio…
O fuggiro’ travolta dall’euforia di primavera.
Sottile la paura
che agita le membra
al mio dolce cane
Schierata dinnanzi ad un bivio…
dolce e triste la scelta….
Triste e’ il volto della luna questa sera,
partecipe del dolore degli amanti.
Ricomincio a temere
di troppa felicita’
aspettando
con occhio vigile
il destino…
riemergono i fantasmi
e i miei segreti
spiandomi
come ad uno specchio.
Scandisco il mio sentire
al ritmo dei tuoi silenzi.